Le avventure di zio Savoldi (Italian Edition)

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Item par unum auriculare cum perlis et lapidibus pretiosis. Item coronettam de auro cum lapidibus et perlis unam. Item aliud par auricularium sine perlis. Vi si legge, fra le altre cose, di una fiala di porfido, di una croce di argento in una custodia di avorio, di una croce smaltata di Limoges e di varie ricchissime vesti di tipo bizantino, come: ".. Pallium unum de panno de aureo ad leones et aquilas.. Molto raro, si individua un nucleo nel senese ed un probabile ceppo originario nel siracusano, dovrebbe derivare dal toponimo Sampieri RG.

In calabrese ' sancinu ' significa ' ligustro '. Vito Zullo entrambi derivano da Sandella,ormai quasi estinto. La famiglia Sandella, secondo alcuni storici, godeva di patriziato in Scala Amalfi. In un documento del nella chiesa di Cassano Murge BA si legge: " Altri documenti confermano la presenza dei Sandella in terra di Cassano Bari , in un documento del , in Cassano delle Murge, si legge: " Sono cognomi abbastanza diffusi nelle regioni dell'Italia centro-settentrionale. Risulta piu volte scritto il cognome Sandri de Astoribus , si pensa che il cognome derivi da un Alessandro Astori chiamato Sandro.

Estremamente raro, forse di origini campane, potrebbe derivare dal cognomen latino Sandilianus. Sanella, assolutamente rarissimo, parrebbe del parmense, Sanelli ha un ceppo lombardo a Premana nel lecchese, uno abruzzese a caramanico Terme nel teramano ed a Rosciano e Tocco de Casuaria nel pescarese, ed uno a Roma, dovrebbero derivare dal nome tardo medioevale Sanellus , Sanella , forma aferetica dell'ipocoristico del nome Rossana o Rossano.

Sanfelice, molto molto raro, ha un piccolo ceppo tra casertano, beneventano e napoletano, in particolare nel casertano zona di Alife, Casagiove, San Prisco e Bellona, e Foglianise nel beneventano ed uno, probabilmente secondario, nel leccese e nella Sicilia occidentale, dovrebbe derivare dai moltissimi toponimi contenenti la radice San Felice, praticamente onnipresenti nel nostro sud.

Decisamente lombardo Sangalli, particolarmente concentrato nella fascia che unisce le province di Milano, Lecco e Bergamo, Sangallo invece sembrerebbe unico, dovrebbero derivare dalla zona del Sangallo una volta parte del Ducato di Milano attualmente in Svizzera. Personaggio famoso fu lo scultore e architetto Antonio da Sangallo fiorentino Sanguigni ha un ceppo nel Piceno ed uno nel romano e latinense, Sanguigno, molto molto raro, sembrerebbe del napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Sanguineus di cui abbiamo un esempio d'uso a Pisa nel con un certo Sanguineus de Orticaria citato in una transazione commerciale con la Sardegna.

Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano nel , nella cronaca del si legge: " Che varj banchieri pagassero largamente questi emissarj, e fra questi Giambattista Sanguinetti , Gerolamo Turcone e Benedetto Lucino Azzannare in sardo diventa assanare o assanai , o se deriva da iscallia, iscalliare o iscalliai.

Il verbo iscaviai o iscalliai deriva dal greco skallein , nel significato di scavare, aprire, fare un solco. In italiano col termine "scaglione" si indicano anche i denti canini di alcuni animali. Sannazzari sembrerebbe tipico del milanese, Sannazzaro ha un ceppo nel torinese, uno tra alessandrino e genovese ed uno tra avellinese e potentino, i ceppi settentrionali potrebbero derivare dal toponimo Sannazzaro Dei Burgundi nel pavese, o anche da San Nazzaro Sesia nel novarese, i ceppi meridionali possono richiamare un'origine del capostipite da San Nazzaro nel beneventano, o da pievi legate a Chiese dedicate al culto di San Nazzaro.

Ex hoc publico instrumento omnibus pateat evidenter quod Bindus barlectarius de cappella Sancti Georgii Pordemaris civitatis pisane, qui moratur in Sassari, quondam Venture, coram me Henrico notario et testibus infrascriptis recepit et habuit ab Henrico Sannuto de Baldovinaschis quondam item Henrici libras viginti denariorum, inter denarios ianuinos minutuos de Arborea et aguilinos pisanescos minutos mutuo qui dictus Bindus convenit et promisit per sollepnem stipulationem E non manco per lo degno e Reverendo Piovano de santo Apostolo de Vinegia. Meser pre Ysidero Bagnuoli.

El simile per lo Mco. E de tutti virtuosi colonna firmissima Meser Marco Sannuto quondam Mci. Con spesa e diligentia.. Et inter ipsos de cognomine de Sancto Severino progenitura et gradus servatur Preterea totam terram Ricardi filii Sansonis Baiocenssis, et terram Benedicti filii Riguefemme, que duo tenementa venerunt in dominicum nostrum judicio curie nostre pro defectu heredum Incipiunt recollecte in forma questionu Reuerendi sacre theologie doctoris magistri Fracisci Sansonis de Senis ordinis minorum generalis super totum opus de physico auditu Aristotelis Il santo venne martirizzato sul finire del IV sec.

Nella provincia avellinese esiste un altro S. Sossio, frazione di Serino. Tracce di questa famiglia si hanno a Biella nel , in un atto ivi conservato si legge: " Assolutamente milanese, dovrebbe derivare da fatto di aver abitato la famiglia nella contrada o sotto la giurisdizione della parrocchia di Sant'Ambrogio a Milano o dal fatto di appartenere alla Credenza di Sant'Ambrogio un'associazione politico religiosa di epoca medioevale, ma tutt'ora esistente pur se con fini notevolmente diversi.

Tipico dell'area centrale che comprende il grossetano. Santese ha un ceppo laziale a Roma, Guidonia Montecelio e Tivoli nel romano, un ceppo campano a Battipaglia e Montecorvino Rovella nel salernitano, ed uno salentino a Taranto, Grottaglie, Faggiano e San Giorgio Ionico nel tarantino, a Galatone, Maglie, Galatina e Sanarica nel leccese e ad Erchie nel brindisino, Santesi, molto molto raro, sembrerebbe aretino, dovrebbe trattarsi di forme etniche riferite a capostipiti che provenissero da paesi, che nel nome avessero contenuto la radice Santa o Santo.

Santeufemia, quasi scomparso, sembrerebbe abruzzese, probabilmente dell'aquilano, dovrebbe derivare da toponimi come Sant'Eufemia CH o Santeufemia a Maiella nel pescarese. Secondo D. Olivieri, Dizionario di toponomastica piemontese , p. Agatha , comitatus - S. Agathae, dalla fine del sec. Et promisit dictus Santillus conductor dictos boves dicto tempore perdurante bene et diligenter gubernare, acquare, pascere et custodire de die et de nocte a lupis ramo fossato et omni mala guardia; et ubi mori contingerit culpa sua teneatur inmediate ad dictum pretii restitutionem, ubi morte naturali moriantur dicto domino Cesari et in fine dicti temporis restituere dictos boves receptabiles ut decet..

Santimaria sembrerebbe specifico di Vo nel padovano, dovrebbe trattarsi di una forma dialettale per Santamaria. Santipolo, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo a Torino, probabile frutto dell'emigrazione interna dal Veneto, dove ha ancora qualche sparuta presenza nel rovigoto, dovrebbe derivare dal nome portato dal capostipite, composto dai nomi Sante e Polo , entrambi diffusi in Veneto. Santomauro ha un ceppo nella fascia che comprende il salernitano, il potentino ed il barese, con un ceppo autonomo anche nel palermitano, dovrebbe derivare dal nome composto dai nomi Santo e Mauro portati probabilmente dal capostipite.

Santopietro ha vari ceppi nel centrosud, a Roma, a Pontecorvo nel frusinate ed a Terracina nel latinense, a Pontelandolfo nel beneventano, a Santa Maria Capua Vetere nel casertano e nel salernitano a Battipaglia e Salerno, a Potenza e Tito nel potentino, a Grottaglie nel tarantino ed a Foggia, ed a Crotone, dovrebbe derivare da capostipiti che avessero portato il nome composto dai nomi Santo e Pietro.

Tipico lombardo, sembrerebbe del milanese, dovrebbe derivare da uno dei molti toponimi come ad esempio San Vito di Gaggiano MI o dal nome di una pieve o una contrada la cui chiesa sia dedicata appunto a San Vito. Rohlfs, Diz. Sapienza sembrerebbe tipicamente siciliano, con presenze significative anche nel potentino, in Puglia e Campania. Per quanto riguarda il cognome in questione, dunque, si tratta della cognominizzazione dei nomi personali dei capostipiti.

Eodem anno de mense maii Placentini cum exercitu iverunt ad Bobium et tunc Bobienses iuraverunt parere mandatis comunis Placentie secunda vice ". Molto raro, probabilmente originario del sassarese. Annunziata di Callianetto AT. Saraceni ha un ceppo a Roma, uno nel chietino nella zona di Vasto ed uno a Castrovillari nel cosentino, Saraceno ha un nucleo ad Augusta nel siracusano ed uno a Reggio Calabria, dovrebbe derivare da un'origine araba o da un prigioniero degli arabi.

Ci confermano inoltre che si tratta di cognomi arrivati, in tempi recenti, dal Continente. Ianne Sarakinu, ki fuit maiore d'iscolca. Nel a Siena troviamo in un atto: " Sarau deriva dal catalano sarau o dallo spagnolo sarao : reunion nocturna en que hay baile. Dal appartenne al regna catalano aragonese di Sardegna. Per ora non sappiamo altro. Saranga, ogghi presente quasi esclusivamente in Lombardia e nel piacentino, dovrebbe essere originario dell'area potentino, cosentina, di probabili lontane origini anatoliche, potrebbe trattarsi dell'italianizzazione del nome turco Saruhan.

Entrambi rarissimi, rappresentano due diverse registrazioni dello stesso cognome, sembra siano originari del palermitano, derivano da una variazione del vocabolo saracino arabo, mussulmano e starebbe ad indicare o una discendenza araba o comunque un collegamento con il mondo islamico. Entrambi assolutamente rarissimi dovrebbero derivare dal toponimo Sarconi PZ o dal suo etnico sarconeo con il suffisso -eo secondo l'uso greco.

Di modo che io mi risolsi, che eglino m'avessino dato innuno scodellino di salsa, Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Lucca nel , in un diploma imperiale del leggiamo: " Al cap. XCI -. Non troviamo il termine "sardu" come cognome, se non in tempi recenti. Il fatto che tra i Sardu di Gonnosfanadiga non ci siano soprannomi, ci induce a pensare che si tratti di un unico ceppo e di origini recenti. Gli anziani da noi intervistati affermano che i Sardu di questo centro sono tutti parenti. Sargenti ha un ceppo nel lucchese e nel reggiano, uno nel perugino ed uno nel Lazio, Sargentelli assolutamente rarissimo sembra originario dei dintorni di Lucca.

Da cui "probabilmente" deriva il nome del paese Aritzo abitanti; provincia di Nuoro; m. Presente negli antichi documenti della storia della Sardegna. Nei quali documenti non l'abbiamo trovato come cognome, se non nella variante Aritzo vedi Aritzo. Specifico campano della zona che comprende le province di Napoli, Avellino e Salerno, ha un ceppo secondario anche nel barese, deriva dal toponimo Sarno SA o dal nome del fiume omonimo.

Evidentemente si tratta di un termine moderno. Sta di fatto che da il nome a molti toponimi sardi. Il cognome potrebbe avere comunque sia il significato di sasso, dall'italiano sasso, sia il significato di creta, argilla, sabbione. Nella parte centro meridionale dell'isola, come detto, ha per certo questo ultimo significato. In tutti i casi deriva dal latino saxum. Probabilmente si tratta di termine corrotto.

Potrebbe derivare dall'unione di nome con articolo, come per esempio "su arritzu" ha dato il cognome "Sarritzu". La voce attsa o atza in campidanese, atta in logudorese significa filo del coltello , ma homini de atza in camp. Quindi dovrebbe indicare, se le nostre considerazioni sono giuste, il carattere della persona: audace e coraggioso. Non abbiamo altri suggerimenti! Non abbiamo trovato il cognome negli antichi documenti medioevali della lingua e della storia della Sardegna. Nella storia moderna e contemporanea ricordiamo: Satta Luigi, di Orgosolo , primo vescovo della Diocesi di Iglesias olim di Sulcis , dal al Satta Branca Antonio, politico repubblicano, di fede mazziniana.

Fu uno dei fondatori del quotidiano La Nuova Sardegna; deputato al Parlamento dal al Nel fu chiamato a Roma, sempre per la cattedra di diritto processuale. Saturnale, praticamente unico, sembrerebbe del napoletano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito ad un trovatello. Tipico sardo, distribuito in tutta l'isola, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo sau filo di lana o anche da modificazioni del termine sardo sagu coltre, coperta, mantello di lana , collegato quindi probabilmente con il mestiere del capostipite. Bono attuale. Macomer etc.

In posse Chelis Simonis, notarii publici Tierra in funtana. Gosantin Sago, y Furado Braca. Saudo, ormai quasi scomparso in Italia, presentava un piccolissimo ceppo nell'area del Trentino Alto Adige ed uno in Sicilia, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine medioevale germanico saudus non coltivato , ma potrebbe anche derivare dal nome medioevale Saudus , originato dal nome arabo Saudi. Saulus Hebreo sermone temptatio dictus, eo quod prius in temptatione aecclesiae sit uersatus. Persecutor enim erat, inde nomen habebat istud quia persequebatur Christianos. Postea mutato nomine, de Saulo factus est Paulus, quod interpretatur mirabilis siue electus.

Et in eodem anno interfectus est comes Saurus idus Maias et in ipso anno hobiit Savarese sembrerebbe tipicamente campano, del napoletano, in particolare di Vico Equense e Napoli, con consistenti presenze anche a Castellammare di Stabia, Sant'Anastasia, Piano di Sorrento, Sorrento, Marano di Napoli, Pompei, Massa Lubrense, Sant'Agnello, Meta, Bacoli, Qualiano e San Giorgio a Cremano, e di Cava de' Tirreni, Pagani e Salerno nel salernitano, dovrebbe trattarsi di una forma etnica derivata da paesi come Sava nel salernitano, forse il luogo d'origine dei capostipiti.

Traccia di questa cognominizzazione la troviamo con il Monsignor Ignazio Savastano Vescovo di Gallipoli dal al Tracce di questa cognominizzazioni si trovano fin dal nello stato pontificio tra i nobili romani, molti Savelli furono Cardinali o Capitani di ventura, alcuni vennero infeudati come Signori di Ariccia, di Albano, di Palombara e di Rignano.

Vendiderunt ad proprium Marchisius Savius et Albertus filius eius de Malnate presbitero Henrico de Vellate et Alberto de Bubiate, canonicis et recipientibus nomini et utilitati ecclesie Sancti Victoris de Varisio Paraboschi, Cognomi della Emilia Romagna, Molto raro. Di queste cognominizzazioni troviamo tracce ne Dell'origine de' Cognomi di Ludovico Antonio Muratori , che scrive di un trasferimento della nobile famiglia dei Savignani da Modena a Bologna, nel libro di ricordi dell'aretino Francesco Redi si legge ad esempio: " Non comune, presenta sicuri ceppi nel riminese e ravennate, ma non si possono escludere nuclei secondari, nel Veneto e altrove, dovrebbe derivare dal nome medioevale Savius.

Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere milanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Savius. A tal proposito G. Troviamo tracce di questa cognominizzazione a Sondrio nel con un certo Giacomo detto Sbaraglia, in Emilia nel con un certo Girolamo Sbaraglia. Andrea Duditio Sbardellato, Episcopo Tininien. Questi cognomi dovrebbero derivare dal vocabolo sbardellare essere scombinato di cui si hanno tracce anche nel Morgante nell'anno Un tratto il zaffo avessi tu cavato!

Secondo G. Rohlfs Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, pag. Possibile anche la derivazione dall'arabo ' burnus ' che significa ' mantello ', ma deriva dal latino ' birrus ' con eguale significato. Assolutamente rarissimo, sembra tipico della zona tra mantovano ed Emilia. Fonte: F. Violi Cognomi a Modena e nel Modenese, Sbrolla ha un ceppo a Porto Sant'Elpidio e Fermo nell'ascolano ed uno molto piccolo a Roma, Sbrolli ha un ceppo nel senese ad Abbadia San Salvatore e soprattutto a Piancastagnaio, ed un ceppo a Roma, Sbrollini ha un ceppo marchigiano a Potenza Picena nel maceratese, a Senigallia e Montemarciano nell'anconetano ed a Mondolfo nell'urbinate, e presenze nel salernitano, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine italiano arcaico sbrollare rendere brullo, spogliare, denudare , a sua volta derivato dall'alterazione del verbo latino mediovale experulare , termine spiegato da Ludovico Antonio Muratori nelle sue Dissertazioni: " I Modenesi non dicono brullo, ma sbrollo , nato da sbrollare , significante nudare substantiis, vestibus, ec.

Praticamente unico, forse originario del centro Italia, potrebbe derivare da un vocabolo dialettale dell'Italia centrale Marche - Umbria sbrozo dentellato, seghettato. Iohannes de quondam Constammo scavinus di Brento.. Lambertus notarius et scabino interfui.. Specifico del milanese e comasco. Si tramanda che questa famiglia di origine milanese abbia tratto il proprio cognome da un servizio fatto durante l'infierire della peste in Milano.

I De Scachabarociis, famiglia ghibellina, sostenitrice dei Visconti, venne annoverata dall'Arcivescovo Ottone nella matricola delle famiglie nobili di Milano. Nel Giovanni Scaccabarozzi era stato eletto priore maggiore del monastero di Pontida ed era quindi il beneficiario della commenda.

Gli Scaccabarozzi avevano vari beni in Brianza, soprattutto a Montevecchia e a Brivio in frazione Vaccarezza con diversi poderi e case, nel erano Signori di Cassago, che avevano anche acquisito il godimento delle terre di Pontida. A Cassago la loro influenza era notevole, tanto che il 17 luglio , in un momento drammatico per le sorti del Ducato milanese, un certo dominus Raynerius De Scachabarociis, che era inserito nel nell'elenco dei "nobiles familiares et officiales de curia de nostri illustrissimi principis et dominis" duca Giovanni Maria Visconti, riconobbe, al duca di Milano Filippo Maria Visconti la fidelitas de terra Cassaghi.

Scaccianemici, quasi unico, forse campano, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito ad un trovatello, come augurio che potesse allontanare ogni possibile nemico. Molto rari sono tipici della Sicilia, del palermitano e del messinese. Anche per Minervini deriva da ' scaglia '. Scalea ha un ceppo nel salernitano ed uno nel reggino, deriva dal toponimo Scalea CS.

Scaltrito ha un ceppo nel barese, a Gravina in Puglia, Poggiorsini e Spinazzola, ed uno nel messinese, a Messina e Villafranca Tirrena, dovrebbe derivare da un soprannome o anche nome augurale con il significato di Astuto. Decisamente lombardo, deriva probabilmente da un soprannome originato dal termine scamone particolare taglio di carne. Quasi scomparso, sembra specifico del napoletano, dovrebbe derivare dal toponimo Scampitella AV.

Al momento, non sappiamo altro. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni di soprannomi attribuiti ai capostipiti. Feudo del quale venne spogliato, sette anni dopo, dal Duca di Milano. La famiglia venne dichiarata nobile nel , per decreto imperiale 19 novembre, rilasciato dall'I. Item in dictis finibus et ibi prope aliam petiam boschi, prati et mareschi Nicolaus Scanavinus de Monte rubeo aliorum minimus scripsit anno Do.

I cognomi in questione traggono le loro origini da un soprannome legato al mestiere del capostipite: in dialetto napoletano il verbo scannare ha il significato di macellare, squartare , mentre il termine piecuro significa agnello, pecora, montone. Il paese ha assunto questa denominazione dal , prima era Iscanu o Scano. Il cognome Scanu, con le sue varianti, Scano, Iscanu, Iscano, appare con certa frequenza nei documenti antichi della lingua e della storia della Sardegna.

Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte Caterine. Villalonga: distrutto. Et ego Capula Marcus. Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. Contrate de Anglona; Schanu de Gunario, ville Selluri. D donnu Itocor de Lacon de Como Furadu de Thori, dio dono toda la parte ala Iglesia y traio a Pedro de Gunale y a Pedro de Iscano Petru de Iscanu y juraron por la Crux in nome della croce que dio che dono toda la parte a Iglesia sin esetuar cosa alguna tutto quanto, senza togliere niente.

Fra i testes figura Torbeni de Scanu maiore de scolca di Arsuneli. Nella storia contemporanea ricordiamo Dionigi Scano, storico ed architetto, nato a Sanluri il 23 febbraio e morto a Cagliari il 16 novembre del Nominato ingegnere architetto nell'Ufficio Regionale dei Monumenti, ebbe l'incarico, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione di predisporre l'inventario degli edifici della Sardegna.

Per ben 15 anni percorse l'intera isola alla ricerca di opere d'arte per studiarne le forme e la storia, di cui parte si trova nella sua opera "Storia dell'Arte in Sardegna". Tipico del padovano e veneziano, potrebbe derivare da un soprannome dialettale. Scrive D. Olivieri Ego Scarabellus , notarius sacri palatii, scripsi, post traditam conplevi et dedi. Mi, mi Scaramella , socorsum fer, quaeso: cernis quantum male tractor ab ipso Tracce di queste cognominizzazioni si hanno ad esempio nelle carte veneziane del " Quum is dom Zacharias Scaramellus , Leonardi frater, qui proxime fuit apud majestatem regiam et dominationes vestras magnificas, esset hinc discessurus, profectione sua omnino ad majestatem regiam, dominum nostrum clementissimum, instituta, ab eodem pro reliqua parte impensarum nostrarum anni hujus, nostrae legationis quarti, a mense Junii ad accepimus aureorum, nos videlicet duo, Verancius et Zay Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, Dello Scaravagio si legge appresso di Eusebio, che quelli di Egitto ne facevano un gran conto, e lo riverivano molto, credendolo essere la vera, e viva imagine del Sole, perche gli Scaravagi tutti, come scrive Eliano, e riferisce anco Suida, sono maschi, e non hanno femine fra loro.

Scarafia sembrerebbe piemontese, del torinese in particolare, di Torino, Villafranca Piemonte, Pinerolo e Vigone, con un piccolo ceppo anche ad Arezzo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine medioevale germanico a. Significherebbe quindi qualcosa come amico del focolare domestico. Questa maschera, interpretata dallo stesso Fiorilli, di capitano fanfarone e vanaglorioso, vestiva di nero secondo l'uniforme degli spagnoli di stanza a Napoli. Deriva dall'antico italiano scarano che sta per scherano, come dire uomo un po' brigante, un po' bandito.

Un soprannome d'altri tempi trasformatosi poi in cognome E' probabile pure che qualche avo fosse davvero un piccolo brigante. Si ipotizza fossero nobili decaduti provenienti dalla val di Fassa.

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Etimologicamente il cognome deriva dall'antico termine gotico scario , che definiva in epoca medioevale una particolare carica militare. Si ritrovano anche a Cividale e comuni limitrofi. Dalle ricerche fatte risulta che miei antenati hanno portato, in periodi diversi, tutte quattro le versioni. Ancora oggi da questo termine deriva la esclamazione friulana in uaite che significa in guardia. Le persone che portano questi cognomi, che sono poche centinaia, hanno tutti la stessa origine. Dal Friuli Orientale si sono sparsi in altri comuni della Regione ed all'estero, in particolare in Francia.

Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni dei nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti. Tipico di Treviso e del trevigiano.

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Olivieri, Cognomi della Venezia Euganea, p. Ambrogio di Milano. Rarissimo sembrerebbe originario della Campania, potrebbe derivare dal toponimo Scario nel salernitano. Martino Sala detto Scariot Scarlasetta, quasi unico, sembrerebbe specifico dell'area genovese, dovrebbe derivare da un soprannome, forse originato dal termine dialettale arcaico scaro piccolo porticciolo. Personaggi famosi sono stati il celebre compositore palermitano Alessandro Scarlatti e suo figlio Domenico. Scarmoncin, assolutamente rarissimo, decisamente veneto, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di una forma ipocoristica dialettale del termine veneziano arcaico scarmo magro, asciutto, longilineo , probabile caratteristica fisica del capostipite.

Entrambi tipicamente campani, Scarpati ha un grosso ceppo a Napoli e nel napoletano, a Torre del Greco, Portici, Sant'Agnello, Ercolano, Sorrento, Piano di Sorrento, Afragola, San Giorgio a Cremano, Meta e Cercola, e nel salernitano a Scafati e Centola, Scarpato ha un grosso ceppo a Napoli, Volla, Sorrento, Cercola, Sant'Anastasia, Castellammare di Stabia, San Sebastiano al Vesuvio, San Giorgio a Cremano, Massa di Somma, Pollena Trocchia e Giugliano in Campania nel napoletano, ed uno quasi altrettanto grosso ad Angri e Scafati nel salernitano, potrebbero derivare da un soprannome originato da una caratteristica del luogo di provenienza dei capostipiti, probabilmente prossimi ad una scarpata o zona scoscesa, una seconda ipostesi propone una derivazione dal mestiere di scarpaio o ciabattino.

Dei gratia Laudensem episcopum, presente Nuvelo, clerico Laudensis ecclesie, et presbitero Alberto de Cavenago et Scarpello et Lanfranco de Trexeno vicedomno et consentientibus ei, Tipici della zona tra genovese ed alessandrino Scarsi, Scarzi e Scarzo, questi ultimi assolutamente rarissimi e probabilmente originati da errori di trascrizione, Scarsi ha un ceppo anche nel padovano, mentre Scarso sembra avere 3 nuclei, uno nel ragusano, uno nel padovano ed uno tra genovese ed alessandrino, dovrebbero derivare da un soprannome medioevale scarsus con il significato di indigente.

Molto raro sembra tipico del trentino, del comune di Civezzano in particolare, con un ceppo anche nel veronese a San Giovanni Lupatoto, dovrebbe derivare dal nome dialettale del mestiere di cardatore, traccia di questo cognome la troviamo a Chienis TN nel con un certo Antonio Scartezzini citato negli atti di un processo. Scassaioli, quasi unico, abbastanza recente, dovrebbe essere laziale e derivare da un soprannome originato dal termine scassaiolo robivecchi, sfasciacarrozze , forse il mestiere del capostipite.

Pompeius, Sexti filius, consul me praesente, cum essem tiro in eius exercitu, cum PublioVettio Scatone , duce Marsorum, inter bina castra Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Palermo nel con il Notaio Giacomo de Scavuzzo. Molto rari entrambi sono tipici del milanese, potrebbe derivare dal toponimo, abolito nel , Castelletto Scazzoso AL integrazioni fornite da G.

Sceberas, quasi unico, forse pugliese, dovrebbe essere di origini maltesi e derivare dal nome del monte Sceberas sull'isola di Malta, probabile luogo d'origine del capostipite. Scelba, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Caltagirone nel catanese e di Mistretta nel messinese, Scerba, quasi unico, sembrerebbe siciliano, Scerbo ha un piccolissimo ceppo napoletano ed uno nel catanzarese, a Marcellinara, Catanzaro e Caraffa di Catanzaro ed a Isola di Capo Rizzuto, Cureo e Crotone nel crotonese, un'ipotesi sulla derivazione di questi cognomi propone che possano derivare da soprannomi originati dal termine medioevale germanico scher talpa , mentre una seconda propone un'origine francoalsaziana da un soprannome nato dal termine scherer barbiere o tosatore di animali.

Scerra ha un ceppo a Crotone ed uno in Sicilia a Gela nel nisseno ed a Palma di Montechiaro nell'agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale di origini arabe scerra lite. Venit aliquando Macarius Aegyptius a Sceti ad montem Nitriae in oblatione Abbatis Pambo, et dicunt ei senes: Sermonem profer fratribus, pater.

Tum ille infit, ego nondum evasi in monachum, sed monachos vidi. Mihi namque aliquando sedenti in cella apud Scetim molestae erant cogitationes proficiscere in solitudinem, et vide quid illic oculis tuis occurret. Anno a Nativitate die martii,.. Schaffler, assolutamente rarissimo, specifico del Trentino Alto Adige. Tipico siciliano, della costa sudoccidentale e dell'agrigentino in particolare.

In Italia anche a Taranto e Napoli. Presente anche a Malta. Blasone: di rosso, alla sbarra cucito di nero. Clericus Salvator Schettinus de Altilia habitator de Grimaldo Troviamo tracce storiche di questi cognomi nell'avellinese nel con un certo Masullo Grasso, detto Sclano citato in un atto di compravendita, nel figurano quali lettori di legge a Caltagirone CT i dottori Francesco e Michele Schisano e, nel , troviamo i martiri ultrasessantenni della Repubblica napoletana Onofrio e Salvatore Schiano di Procida, giustiziati nel dalle truppe borboniche.

Schiatti sembra avere due ceppi, uno nel milanese ed uno nel reggiano, dovrebbe derivare da Schiattus una forma ipocoristica medioevale dell'aferesi del nome Francesco , di questo nome abbiamo un esempio in un atto del a Perugia dove un certo Schiattus Francisci che starebbe per Franceschetto figlio di Francesco risulta fra i testimoni: " Schiavino ha un ceppo a Caivano nel napoletano ed uno a Catania, con un ceppo, forse non secondario, nel torinese, Schiavo, abbastanza diffuso a macchia di leopardo in tutta Italia, con un ceppo importante nel Veneto, nel Lazio, in Campania ed in Sicilia, dovrebbero derivare, direttamente o tramite un ipocoristico, dal nome Sclavus di cui abbiamo un esempio a Benevento nel in uno scritto si legge: " Hoc anno, Robertus Sclavus obiit decimo die stante mensis Decembris, et Rachisius abbas Sancti Modesti; ad cuius obitum Ioannes venerabilis abbas monasterii Sanctae Sophiae cum quibusdam fratribus properavit.

Nomina vero et cognomina prefatorum infrascriptorum magistrorum Sicle prefate ac affilatorum operariorum et ministrorum actu servientium in Sicla eadem sunt hec vedelicet Guillelmus Novellus dictus Sclavus , Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, Palermo, , p. Originario della Sicilia, dovrebbe essere derivato dal toponimo , Squillace CZ.

Schincaglia ha un ceppo a Genova ed uno nel ferrarese, ad Ostellato, Ferrara e Migliarino, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale rovigoto schincaglie carabattole, fronzoli inutili , il ceppo genovese potrebbe avere una diversa origine, da un soprannome legato ad un termine dialettale per balbuziente. Molto diffuso in tutta la Sardegna, ad Alghero SS , Bosa OR ed Oristano ed a Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo gallurese schinnitu incrinato, fessurato , secondo altri deriverebbe invece dall'aferesi di un vocabolo sardo arcaico iskintu discinto, spogliato.

Tipico calabrese, delle province di Crotone e Catanzaro, ha un ceppo forse autoctono anche a Castelpoto nel beneventano, dovrebbe derivare da una forma italianizzata dell'etnico di Albania shqiptar in albanese. Schira, cognome assolutamente rarissimo, concentrato in Lombardia, dovrebbe essere di origini ungheresi, derivando dal cognome magiaro Schira, e risalire all'occupazione austroungarica della regione lombarda.

Specifico del bresciano, potrebbe derivare dal nome di origine sassone Siwardus di cui si hanno tracce ad esempio in uno scritto del " Michael quondam Dominici Petri nigri. Vincentius quondam Matthaei a Busco. Christanus quondam Ioannis Schivazappa Cognome di origine tedesca pochissimo presente in Italia, soprattutto nel Veneto, deriva da un soprannome derivato dal vocabolo tedesco schweiger silenzioso, che tiene la bocca chiusa. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Cagliari nel , quando un certo Giuseppe Masetti riceve da Giovanni Sciaccaluga da Genova, una somma a pegno di una fornitura di marmi lavorati ad uso della locale fabbrica del Duomo.

In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. Tipico della Puglia centromeridionale, del barese e tarentino in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato da un difetto fisico dal termine dialettale barese scialpo balbuziente.

Da sciancare col significato di azzoppare e lep ore , lepre, ovvero di qualcuno che sa solo azzoppare le lepri. Assolutamente rarissimo sembra essere originario del barese. Cognomi molto probabilmente di origini derivate dall'arabo. In conclusione, dunque, tutti questi cognomi esempi lampanti dell'influenza straniera sulla lingua italiana traggono origine o da nomi di mestieri o da soprannomi attribuiti ai capostipiti. Invece la gialappa Ipomoea purga, famiglia Convolvulaceae , in dialetto milanese si era trasformata in cilappa , termine successivamente esteso a qualsiasi purgante ad azione drastica.

Sciardi e Sciardi sono quasi unici, sembrerebbero friulani, il primo del pordenonese il secondo dell'udinese, dovrebbero derivare, con l'aggiunta di una S- iniziale epentetica, dal nome medioevale Ciardo , forma aferetica del nome Ricciardo , variante arcaica del nome Riccardo. Essendosi egli posto insieme con Pietro Perugino e Leonardo da Vinci suoi compagni ed amici all'arte del colorire, sotto la disciplina Andrea Verrocchio allora celebre pittore..

Sciavicco, ormai quasi scomparso, dovrebbe essere originario del salernitano, zona di Vietri sul Mare ed Olevano sul Tusciano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal termine arcaico sciabecco tipico veliero di origini arabe , a sua volta derivato dall'arabo shabbaak con il medesimo significato, forse motivato dal fatto di essere stato il capostipiti imbarcato su un simile tipo di naviglio.

Sciglitano tipico del reggino, di Seminara, Molochio e Palmi. Assolutamente rarissimo, esclusivo della Valtellina, deriva da una modificazione del cognome Schilini, ormai scomparso da tempo, di cui abbiamo tracce fin dal nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale a Lodi nell'anno " Manifestavit Barellus, filius Alberti Schilini , quod illas libras quatuor imperialium, quas Anselmus Arothi mutuo accepit ab Alberto Caxola, fuerunt mutuati ad utilitatem eiusdem Barelli ad sanandum debitum In loco si raccontava che i Scilini venissero dal Bresciano, se questo fosse vero verrebbe da pensare quantomeno a una somiglianza col cognome Silini, diffuso nella provincia di Brescia.

Nel Tiranese, zona di intensissima emigrazione, senz'altro le famiglie Scilini detengono dei primati in questo campo. Scilla ha un ceppo nel cosentino, uno nel reggino ed in Sicilia, nel catanese e nel trapanese, dovrebbe derivare dal toponimo Scilla nel reggino. Scimenes ha un ceppo a San Severo e Torremaggiore nel foggiano.

Il cognome dovrebbe derivare dalla parola ebraica Shosha che in italiano si scrive appunto Scioscia e che significa Rosa. Ormai quasi scomparso, il cognome Scivaro sembrerebbe originario di Frigento nell'avellinese dovrebbe essere molto antico e risalire all'epoca medioevale, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine medioevale germanico a.

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Scodanibbio, molto raro, sembra specifico di Macerata, dovrebbe derivare da un soprannome scherzoso nato dall'unione dei termini scodare togliere la coda o meglio le penne caudali e nibbio un rapace falconiforme , probabilmente ad indicare un capostipite molto determinato e puntiglioso. Aloisius Persius et Ioannes Scotellarius officinatores Giunchiani Si tratta, dunque, della cognominizzazione di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.

Molto raro, ha un'origine possibile nella zona dello stretto di Messina e nel Catanese, ma presenta nel sudmilanese e lodigiano un ceppo che potrebbe anche essere originario, potrebbe derivare dal toponimo Scoglitti nel ragusano. Nel " Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi ", Dino Compagni cita una famiglia Scolari de' Lamberti: " Originario del sud della Sicilia. Fonte: G. Assolutamente rarissimo, specifico della zona di che da Udine arriva a Latisana in Friuli, dovrebbe derivare dal cognome della Slesia Scholzen o Scholtzen.

Appare come radice anche senza la "s", "croc" o "crocr". In entrambi i casi si tratta di una voce onomatopeica. I cognomi Scorcu e Scroccu non hanno niente a che vedere con scrocco, scroccare, scroccone, nel senso prendere soldi o altro, "a buon mercato". Sia in campidanese che in logudorese abbiamo inoltre croccu, nello stesso significato di scroccu.

Non l'abbiamo ritrovato nei documenti antichi in nostro possesso.

Scordia e Scordio, rarissimi, della zona che comprende Calabria e Sicilia e Scordo tipico del reggino e della Sicilia orientale, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo greco skordo aglio o anche da italianizzazioni del cognome greco Skordas con la stessa derivazione. Traccia di queste cognominizzazioni le troviamo a Bovalino RC con un certo Antonio Scordo cui viene affidata per l'anno la Catapania di Bovalino la Catapania era il diritto di poter perseguire tutti i reati commessi in materia di frode fiscale.

Assolutamente rarissimo, sembra specifico della zona di Pietravairano CE , potrebbe derivare dall'appartenenza del capostipite alla Guardia Pretoriana del cui corpo lo Scorpione era l'emblema. Molto molto raro sembra specifico del siracusano e dell alto catanese, zona di Siracusa, Solarino e Floridia, Maniache e Bronte, dovrebbe derivare dal conomen latino Scorpus di cui abbiamo un famosissimo esempio in un epigramma di Marco Valerio Marziale 40d. Iam parce lasso, Roma, gratulatori, lasso clienti. Quamdiu salutator anteambulones et togatulos inter centum merebor plumbeos die toto, cum Scorpus una quindecim graves hora ferventis auri victor auferat saccos?

Non ego meorum praemium libellorum -Quid enim merentur? Quid concupiscam quaeris ergo? Scorrano ha un ceppo nel pescarese, in particolare a Pescara e Pianella, che dovrebbe derivare dal nome del paese di Scorrano nel teramano, ed uno nel Salento, soprattutto nel leccese a Casarano, Taurisano, Sannicola, Gallipoli, Lecce, Ugento, Parabita ed Alezio ed a Manduria nel tarantino, che dovrebbe derivare dal nome del paese di Scorrano nel leccese.

In Veneto troviamo gli Scotton nel vicentino al nord-est e nel trevigiano al nord-ovest e al sud-est come a Venezia. Le grafie Scoton, Scotoni, Scottoni sono per la maggior parte il risultato di errori degli Ufficiali di Stato Civile o un italianizzazione del cognome. Origine : Le prime tracce riportano di un Pietro Scoto fu Gualtiero che troviamo come testimonio negli atti del Pietro nasce circa nel e muore prima del , suo padre Gualtiero era nato circa nel ed era gia morto nel Queste persone vivevano a Gualiva, ora contrada di Campolongo sul Brenta ma allora parrocchia di Oliero.

In questi atti loro sono chiamati Scoto, Scoti, Scoton o Schoto. Fuori di San Nazario gli Scotton si diramano a Solagna, Valstagna, e nell'aera bassanese ma anche nel vicino trevigiano. Etimologia : quella di un diminutivo di Francesco, nome utilizzato nella famiglia Scotton per la prima volta circa nel Olivieri Cognomi della Venezia Euganea, p. In conclusione, allora, si tratta delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti. Scriboni ha un ceppo nel Piceno, uno nel viterbese ed uno nel romano ed a Roma, Scrobogna ha un ceppo fiumano ora presente a Trieste e presenze sparse in giro per l'Italia, dovrebbero derivare direttamente o tramite un'alterazione dialettale dal nome della Gens plebea Scribonia.

Scrimieri ha un ceppo pugliese a Galatina, Cutrofiano e Lecce nel leccese ed a Taranto, dovrebbe derivare dal termine medioevale scrimiere schermidore , leggiamo in un volume sull'arte militare del a Napoli: " Cognomi assolutamente rarissimi, sembrano tipici del nordest, con presenze anche nel centrosud, dovrebbero derivare dal mestiere di scrivano del capostipite.

Scrivani ha un ceppo lombardo a Milano e nel sud milanese, un ceppo a Piacenza e nel piacentino, ed uno a Pineto e Giulianova nel teramano, Scrivano ha un ceppo nel cosentino a Spezzano della Sila, Casole Bruzio, Cosenza e Celico, ed in Sicilia ha ceppi a Palermo e Balestrate nel palermitano, a Gela nel nisseno ed a Randazzo nel catanese, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere di scrivano svolto dai capostipiti.

Scundi sembrerebbe calabrese, ha un piccolo ceppo nel reggino a Bianco, dovrebbe derivare dal nome del torrente Scundo situato nei pressi di Pianopoli nel catanzarese, probabile area di provenienza del capostipite.


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Commoditas haec experimentis statim probata, effecit, ut qui a scutis pridem hoplitae dicti fuerant, tum a pelitis Peltati nuncuparentur. Quod scutum Cetractiam dicebatur, eiusque scutiferus Cetratus Tipico siciliano del catanese, deriva da un soprannome legato al vocabolo latino scutum scudo , normalmente stante ad indicare non tanto uno scudiero, quanto qualcuno connesso con il mestiere di armigero o di costruttore di scudi.

Tracce di questo nome si trovano ad esempio nelle Puglie, nel foggiano; nel , in un atto si legge: " A Villa BG Sec lo si trova come soprannome di due famiglie. Attualmente diffuse entrambe le varianti. Sta di fatto che li troviamo negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna, ed anche in maniera abbastanza diffusa.

Possiamo solo tentare delle ipotesi, che restano tali sino a prova contraria. Nella lingua sarda esistono diverse parole che potrebbero aver dato origine al cognome, che ritroviamo nei documenti medioevali in tutte le sue varianti. E dunque su significato ed etimologia permangono incertezze. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna. Omnibus habitantibus. Nel capitolo vengono reclamati dal priore di Santa Maria Nicolaus i figli di Vera Seke, che, pur essendo libera e nobile per parte di madre e di padre, li ha fatti con un servo di Sanctu Jorgi de Calcaria e quindi spettano, come servi alla chiesa.

Et Bera naredi gli risponde : " Pusco perdu fiios meos, no mi bolio bogare de llu"! Piuttosto perdo i miei figli, non mi voglio separare da lui! Nella storia medievale della Sardegna ricordiamo pure fra' Girolamo Sechis, francescano dell'Ordine dei Frati Minori, vescovo della diocesi di Ottana, oggi Alghero Bosa, dal al Nella penisola Milano ne conta , Roma , Genova 81, Torino 30, etc. Nella penisola Roma ne conta , Genova , Milano 52, Torino 46, etc. Molti cognomi sardi tramandati da secoli sono molto antichi e affatto riconducibili a termini italianizzati.

Manicheus, vel tria et barbara ut Secianus et Theudotus, vel multa ut Valentinus, vel Christum hominem fuisse absque deo ut Therinthus et Hebion et Harithemon et Fotinus Secondi abbastanza raro, presenta un ceppo nel milanese ed uno nel ternano, Secondo sembrerebbe originario della Puglia, barese e tarantino, ma potrebbero esserci ceppi originari anche in Piemonte, dovrebbero tutti derivare dal nomen latino Secundus o dal fatto di essere il capostipite il secondo figlio.

Fabiano Securo fu il primo che ottenne il feudo nel dal re Trancredi. Dopo un'interruzione durata secoli i Securo riottennero il loro feudo assieme ad altri. Seda, molto raro ha un piccolo ceppo a Fluminimaggiore nell'iglesiente ed uno a San Vero Milis nell'oristanese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo seda seta. Dal latino saeta. I suoi resti si trovano in agro di Aidomaggiore. Oltre che come nome di luogo, lo troviamo come cognome nelle carte antiche medioevali della storia e della lingua della Sardegna.

Nella penisola Roma ne conta , Milano 25, Genova 20, Torino 11, etc. Ricostruendo l'albero genealogico della mia famiglia mi sono imbattuto nel nome di una antenata vissuta a cavallo tra il ' e l' la "nobildonna Giovanna Sedati, possidente di Riccia, sposa del N. I discendenti dei Sedati vivono ancora a Riccia, dove sono tuttora ammirabili i vari palazzi storici di famiglia adornati dagli stemmi della Casata.

Quo tristi rumore velociter comperto comites Sigafridus et Thidericus ceterique nobiles, ad quos provinciae tutela pertinebat, ruerunt obviam barbaris, cum tamen essent perpauci, constricti temporis articulo, exceperuntque hostes in memorato portu Stadii Messere Ubaldo Visconte. Messere Ilbrando del Sighieri. Messere Guelfo de' Porcari Assolutamente rarissimo, potrebbe essere di origine friulana, deriva dal nome medioevale italiano Segna.

Selictus et Robertus de Andria magistri scappatores lapidum.. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel a Pratola Serra nell'avellinese con un certo Giovanni Sellitto piccolo fattore affittuario del Principe di Montemiletto. Presente in tutto il nord, ha un nucleo nel vicentino che potrebbe derivare dal toponimo Vallesella BL o dal monte Sella ed uno nel nordmilanese che potrebbe derivare dall'antico toponimo Sella Nuova nell'odierna Baggio , uno nel novarese e biellese, principalmente derivano dal nome tardo latino Sella di cui abbiamo un esempio nella Genesi: " Qui accepit uxores duas nomen uni Ada et nomen alteri Sella Originario della Puglia, deriva da un soprannome dialettale legato al mestiere di conduttore d'asini.

Tipico della Sicilia, soprattutto della parte centrale e orientale e del reggino, dovrebbe derivare dal toponimo Seminara RC. Consultando il volume citato si evince che un Semplici fu condidato con Cornaggia, Gallarati Scotti, Nava e Brambilla per la lista che riuniva i cattolici intransigenti e i rosminiani. Questi candidati ottennero tra e voti. Semproni ha un nucleo a Roma e Subiaco RM , Sempronio, molto molto raro, sembrerebbe del viterbese, dovrebbero derivare dalla Gens romana Sempronia o direttamente dal nomen latino Sempronius di cui abbiamo un esempio nel Console della repubblica romana del a.

Tiberius Sempronius Gracchus, nel De viris illustribus urbis Romae leggiamo: " Tiberius Sempronius Gracchus nobilissima familia ortus Scipionem Asiaticum quamvis inimicum duci in carcerem non est passus Nobile famiglia genovese che fu feudataria fino al dei terreni di Senarega GE , in Valbrevenna, da dove presero il nome; un Matteo Senarega fu doge di Genova dal al Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi loro attribuiti. Si tratta di due toponimi registrati anche nelle carte antiche. Su Senis abbiamo notizie ben chiare, su Senes permane qualche dubbio.

Dopo il divenne un villaggio del Regno catalano aragonese di Sardegna. Casula, oppure nel Web - la Baronia di Senis, di G. Del toponimo Senes, abbiamo invece scarse notizie.

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Lo Spano riporta inoltre il toponimo Monte Senes m. Contrate Montis Acuti. Volatum affectantes, in italic Sinesius in Dione. Ha un nucleo nel milanese, pavese e lodigiano, un ceppo nel catanese ed uno forse non secondario nel napoletano, il ceppo lombardo dovrebbe derivare da toponimi come Senna Comasco CO o Senna Lodigiana LO , di quest'uso se ne ha esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale a Lodi nell'anno " Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in una sentenza del a Calcio BG emessa contro un tal Battista Senna detto il Morino.

Sensitivo, quasi unico, probabilmente campano, potrebbe trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello. Estremamente rari sembrerebbero originari del centro Italia, tra Umbria Abruzzi e Lazio, potrebbe derivare da una modificazione del nomen latino Sepunius Sepius. Quasi unico, forse del sud milanese, potrebbe derivare da un'errore di trascrizione del cognome Seregni.

Assolutamente rarissimo sembrerebbe specifico del pesarese, potrebbe derivare da un soprannome originato da Ser Allegri. Contrate Marmille; Serrau Michele, ville Lunamadrona. Estremamente raro potrebbe essere del milanese.


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Servino Regio advocato, proculdubio inaudiveris, sed plenius explicabo, et planius: Agebat causidicus, cui nomen Roberto, causam Ducis Mercurii, atque inter sermonem, ut fit, nominaturus Ducem, eum Principem appellavit: Ibi tum Servinus incitatus subito animi impetu, increpuit acriter causidicum, dicens neminem in Parlamento appellari Principem, nisi qui sit Regii sanguinis.. Serchi, estremamente raro, parrebbe dell'area fiorentino, senese, Serchia, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nell'aquilano, ad Avezzano, Celano e Luco dei Marsi, ed uno a Roma, Sirchio ha un ceppo a Perugia, potrebbero derivare dal fatto che i capostipiti provenissero dalla zona del fiume Serchia o Serchio in Toscana.

Et Vibius Serenus pro consule ulterioris Hispaniae de vi publica damnatus ob atrocitatem morum in insulam Amorgum deportatur Manifestu sum ego, Seretto filio bone memorie Bonosi quia per anc cartula vindo. Dando credito a un'altra ipotesi i cognomi Serretti e Seretti derivano da toponimi che richiamano il verbo "serrare", particolarmente diffusi nell'Appennino tosco-emiliano e tosco-romagnolo. Serges, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere siciliano del siracusano, potrebbe essere di origine francese ed essere arrivato in Italia al seguito degli angioini, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo francese serge tipodi stoffa abbastanza grezza , forse ad indicare che il capostipite facesse commercio di quel tipo di stoffa.

Tipico del napoletano, beneventano ed avellinese, con ceppi anche in Puglia, dovrebbe derivare da toponimi come Serino presente sia nell'avellinese che nel potentino, o anche dal nome del fiume Serino che scorre in Irpinia. Sermon, assolutamente rarissimo, parrebbe napoletano, dovrebbe essere di origine angioina e derivare dall'accrescitivo tronco dell'aferesi del nome francese Anselme , modificato grazie al fenomeno del rotacismo.

Ha un ceppo a Calvi Dell'Umbria TR ed uno in Campania nel salernitano, dovrebbe derivare dall'unione dell'aferesi del termine Messere con il nome Nicola probabilmente ad indicare un tale Nicola, personaggio di un certo rilievo, tanto da necessitare dell'attributo di Messere. Troviamo tracce di questa cognominizzazione tra la fine del e gli inizi del con Pietro e Domenico Sernicola torrieri responsabili del posto di guardia della torre di Cannetiello nella zona di Pollica SA.

Silvestri Alfonso, La popolazione del Cilento nel , ed. Calvi, fondo notarile. L'origine del cognome risale ai figli del notaio matelicese ser Nicola di ser Giovanni di ser Marco ser Nicolaus ser Johannis ser Marci notarius etc. Seroni, molto molto raro, sembrerebbe tipicamente fiorentino, si dovrebbe trattare di una forma aferetica alterata di un accrescitivo del nome Baldessarre , un'italianizzazione dell'ebraico Balthazar.

Serpe ha un ceppo a Genova, uno a Roma, uno nel napoletano, a Torre del Greco, Napoli, Ercolano e Boscotrecase, ed uno a San Vincenzo la Costa nel cosentino, dovrebbe derivare dal soprannome e nome medioevale Serpe , di cui abbiamo un esempio d'uso a Firenze in uno scritto del ".. Hydraulic Structures Lecture Notes. Canals and related structures for irrigation projects,. My specialty is in hydrosystems for irrigation. Recommended courses Description Water resources engineering is the. Notes for Irrigation Engineering.

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